lunedì 3 agosto 2015

Tra il Tirreno e lo Ionio

Questo fine settimana, ho raccolto molte storie di donne. Ciascuna di loro aveva il tratto potente della rinascita, della ripartenza: dal letto nuovo dopo un tradimento, al trasferimento in una città lontana per inseguire un sogno.
E parlo di Donne Donne, sia chiaro. Donne che hanno conosciuto i veri inganni della vita: dal dolore della malattia al rammarico di una separazione. Donne che sono donne e madri, bilance umane capaci di tenere in equilibrio ogni cosa.
A guardarle non ci si crede. Ti chiedi come sia possibile che un solo cuore di donna possa raccogliere, dentro di sé, così tante storie, possa aver ricominciato così tante volte, possa aver urlato: "Ce la faccio. Giuro, ce la faccio", mentre il mondo intorno passava liscio e nemmeno le guardava. Se ne è accorto dopo, il mondo. Quando le ha viste attraversare nuovamente le sue strade con la falcata potente di due gambe che sono rimaste in piedi, dritte e belle, nonostante tutto. Allora le ha guardate, il mondo. Ne ha ascoltato il passo. E sebbene fosse quello di una sola donna, aveva il rinculo possente di un esercito in marcia.

Non ci vogliono bussole per orientarsi, nella vita. Basta avere la fortuna di incontrare una donna come questa, e prenderla ad esempio. Io, in questi giorni, ho fatto scorta: ne ho incontrate cinque.

La mia felicità è roba mia, ho scritto una volta. Non la delego a nessuno.
Fate attenzione a credervi felici solo quando avete qualcuno accanto poiché, inconsapevolmente, state dicendo a voi stesse: posso essere felice solo se c'è lui; se lui se ne va, io sono finita. E invece no. Se lui se ne va - o anche se lei ne ne va - voi spostate i mobili in casa, partite da sole, andate al mare, leggete, leggete un sacco, compratevi un vestito giallo come il sole, tenete un diario, tagliatevi i capelli, siate ciò che avreste sempre voluto essere prima di credere che, per stare dentro ad una storia, fosse necessario adeguarsi.
La gente vi guarderà e penserà che siete cambiate. Voi riderete, perché avrete cominciato ad essere voi stesse.

E un'altra cosa voglio scrivere, prima di salire in macchina e partire per la Calabria. Non dite mai ad un'amica in difficoltà: "Devi tirare fuori le palle". Ma proprio no. Le palle le hanno assegnate agli uomini e loro - alcuni, non tutti - sanno come usarle.
Una donna tira fuori la sua intuizione, il coraggio di una tigre che non si fa addomesticare, l' intelligenza emotiva, il talento multitasking che le rende capaci di fare mille cose insieme, e tutte bene.
Le palle no, lasciamole agli uomini. Che quando ne incontri uno che le ha e sa usarle, giuro, è la fine del mondo. Perché certi uomini sono proprio la fine del mondo. Altri, invece, meriterebbero di andare affanculo fino alla fine del mondo. Ma questa è un'altra storia, di cui loro non sono protagonisti.

Buone vacanze fanciulle belle. Vi racconterò anche questo viaggio, tra il Tirreno e lo Ionio.

Antonia Storace

1 commento:

franco battaglia ha detto...

Voglio anche difendere certi uomini però, ai quali le palle, donne non donne donne, le fanno cadere per terra...