domenica 4 agosto 2013

Donne&Amiche


"... e quelle che sanno spiegarti l'amore, o provano almeno a strappartelo fuori. E quelle che mancano, sanno mancare, e fare più male. Possono ballare un po' di più. Possono sentir girar la testa. Possono sentire un po' di più, un po' di più. Le donne lo sanno chi paga davvero, lo sanno da prima quand'è primavera, o forse rimangono pronte nel tempo che gira. Le donne lo sanno com'è che son donne ... "  [ Ligabue ]

Sono belle le amicizie al femminile. E' bella la barista che conosci da due secondi e mezzo, e che pure ti accoglie col sorriso sereno di chi ha sempre una parola buona per tutti. Perciò, senza manco accorgertene,  passi dal chiederle: << Potrei avere un caffè, per favore? >>, al confidarle, sottovoce: << No, perché a Settembre prendo casa con un'amica, ho bisogno di un cambiamento radicale, se puoi sognarlo puoi farlo, quello stronzo mi ha spezzato il cuore, certocertocerto bisogna farsi desiderare, sonoincazzatacomeunaienaisterica, Napoli è meravigliosa e tremenda, e poi non so dove sono finite le mezze stagioni, le ho cercate, non le trovo, se passano da queste parti mi avvisi, cortesemente >>.





E' bella Veronica. Di una bellezza difficile. Dura. Impenetrabile, qualche volta. La bellezza di chi non si spertica in rigurgiti stomachevoli di dolcezza da impostori, e si muove a disagio in un abbraccio. Ma, al mattino, sta bene attenta a non svegliarti, si ricorda di chiederti cosa preferisci a colazione, sostituisce il "pronto" di una telefonata con lo sfavillio della sua risata argentina, che tu ne senti l'eco scoppiarti dentro i timpani e non hai dubbi: è felice d'averti ritrovata, più di quanto le parole sappiano dire. Perché la generosità anima le mani, non la bocca.
E' bella di una bellezza da capire, Veronica. E mi fa venire in mente un vecchio detto napoletano: "E figlie se vasano nzuonno".
E' bella. E non è per tutti.





E' un sacco bella Mary, che mi ha insegnato l'impeccabile arte di piegare il fazzolettino di carta ( nero, s'intende ) intorno ai drink, perché non si veda con cosa, esattamente, stai innaffiandoti il cervello e obnubilando ogni brillante facoltà mentale di donna emancipata.
E' bella quando mi guarda, mi sta a sentire, e poi le viene spontaneo coniare frasi come: "sesso senso". In quale mondo sbagliato sarebbe possibile non adorarla?
E' bella se mi abbraccia, e quell'abbraccio sa di casa. Di approdi sereni a cui tornare. E' bella se parla dell'uomo che ama, e lo ama con generosità e convinzione, e nell'amore mi aiuta a credere. E' bella perché una sera - non saprei dire esattamente quale - abbiamo stipulato un tacito accordo: da allora, marciamo compatte lungo il fronte di liberazione delle abbuffate notturne.
L'ho trovata bella soprattutto il giorno in cui ho capito che stavamo diventando amiche.



Nonabbiamounafotoinsieme. Urgerimedio.
Ed è bella Simona. Dio, se è bella Simona. Bella che ti manca l'aria, e li riconosci due occhi quando hanno una storia da raccontare. Bella, che ti chiedi come sia possibile rinascere mille volte - ed una in più ancora, se mille è comunque troppo poco. Bella senza sconti, senza mezze misure, senza moderazione. A Simona, la parola "moderazione" farebbe schifo.
Bella e forte, come un bicchiere di whisky scolato d'un fiato. Bella che sa di rum caldo, e cioccolato fondente.
E' bella, Simona. Perché cammina decisa, con la falcata suadente dei suoi tacchi vertiginosi, in direzione dei propri sogni. Non abbassa gli occhi, Simona. E neppure li tiene dritti, davanti a sé. Alza lo sguardo, piuttosto. E punta alle stelle. Non si accontenta della linea d'orizzonte: pretende l'infinito.
E' bella, Simona. E' bella, e fa paura.







Ed è bella, Luisa. Bella che sembra uscita da una favola. Con la sua saggezza senza tempo. Quella dolcezza un po' materna. L'intelligenza viva di chi arriva dritta al cuore delle cose, e non ti lascia scampo. E' bella di creatività, fantasia, ed immaginazione. Bella di spirito d'iniziativa. Bella che non si perde d'animo. Bella, che ti fa venire voglia di seguirne l'esempio.
E' coraggiosa, Luisa. E non gliel'ho mai detto.




Le donne lo sanno com'è che son donne. Sanno quanta forza richieda nascere col cervello piantato dentro il cuore. Non accettare compromessi. Rifiutare le tiepide speranze, e le briciole affettive. Sanno quando porgere l'altra guancia e quando, invece, ricordarsi che, di guance, ne hanno due soltanto. Possono chiudere le mani a pugno e, poco dopo, disegnare una carezza. Hanno il coraggio delle proprie scelte. Specie di quelle dolorose. Ricominciano da sé stesse. Sanno farsi e disfarsi e collocarsi, instancabilmente, sulla linea di partenza della Vita. Non voltano pagina: riscrivono il copione. Credono nel potere del cambiamento, rifiutano l'immobilità intellettuale, si affidano - spaventate, ma senza indugi - ai moti dell'anima. Descrivono la rotta delle proprie ambizioni. Tracciano i punti cardinali dentro sé stesse e, a quelli, restano fedeli. Sono fiere, un po' altezzose, indomite e pericolose: corri il rischio di amarle e l'imprudenza vigliacca di lasciarle andare quando t'accorgi che, per stare accanto a donne così, ci vogliono coglioni d'amianto.

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